Vocabolario dinamico dell'Italiano Moderno

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Numero di risultati: 36 in 1 pagine

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Il romanzo della bambola

222190
Contessa Lara 18 occorrenze
  • 1896
  • Ulrico Hoepli editore libraio
  • Milano
  • paraletteratura - romanzi
  • UNICT
  • w
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Il romanzo della bambola

. - O non Io vedi, sciocca? - le rispose Nannina. - Non vedi che somiglia a quella della figliuola del marchese? Era vero. C'era stato, due anni innanzi

Pagina 109

Il romanzo della bambola

commozione, tirava anche lei Io spago che dava la favella alla Giulia. Quella notte sognò tante cose bizzarre; tra le altre, che parlava meglio d'un avvocato

Pagina 11

Il romanzo della bambola

fa bene. È vero, mamma, è vero? La madre accennava di sì, col capo. - E io vi porto i suoni - promise il fratello, che era un giovanotto fatto, e che

Pagina 117

Il romanzo della bambola

, le femmine i maschietti. Un amico della Marietta disse a questa: - Io voglio ballare con la tua bambola. - Con la mia bambola? E perchè non balli con

Pagina 13

Il romanzo della bambola

, guarda la Giulia! - esclamò a un tratto Camilla, additando la bambola. - Ah! E io che me n'ero scordata! O chi l'ha messa qui? - disse la Marietta

Pagina 41

Il romanzo della bambola

c'è per terra il tappeto - disse la bambina alla pupattola - tanto io ti porto sempre in braccio. I piedini non te li freddi. - E ripetè con accento

Pagina 45

Il romanzo della bambola

antica bambagia, Io guardava e gli faceva batter l'ore, come si fa con gli orioli a ripetizione. In pari tempo, sur un teatrino meccanico si eseguiva

Pagina 5

Il romanzo della bambola

carne e d'ossa, ella le raccontava le sue pene più intime. - Vedi, Giulia, fin da quando ero piccina piccina, ho sempre patito, io. La fame e il freddo no

Pagina 53

Il romanzo della bambola

domandavano che cosa si sentisse. - Io?... Nulla - rispondeva invariabilmente la bimba, e abbassava il capo, mentre su la tinta cerea delle guance le si

Pagina 59

Il romanzo della bambola

piccola malata. - Sì, Camilla non è cattiva, non dico; ma, io vorrei non aver figliuoli - disse la signora Amalia, che appunto poco prima aveva finito

Pagina 67

Il romanzo della bambola

... - Aprite bene la finestra, - fece l'uomo, sempre su lo stesso tono - perchè io non compro la roba senza vederla. La signora Amalia aprì i vetri e

Pagina 75

Il romanzo della bambola

mucchio di calze che t'ho portato da più di quindici giorni. Prima no; non do nulla per nulla, io. La Rachele dovette trovar giusto il patto, perchè non

Pagina 79

Il romanzo della bambola

tasca. - Io non ho soldi! - cominciò a confessare una di esse. - Io neppure! - aggiunse un'altra. - Mamma non mi dà mai nulla. Non ha soldi per sè

Pagina 81

Il romanzo della bambola

- te l'hanno insegnata o non te l'hanno insegnata, la buona creanza? Or dunque rispondi una buona volta! Non ti voglio mica mangiare, io! A quella

Pagina 92

Il romanzo della bambola

- Il male era, capisci, che quasi tutti i cavalieri, cristiani e pagani, eravamo innamorati d'Angelica. Pensa che vita! Lei mi fuggiva; io dietro a

Pagina 93

Il romanzo della bambola

usciva fuor delle quinte, tutti tacevano: si sarebbe sentita volare una mosca. Io poi, non faccio per dire, ero proprio il beniamino del pubblico. Mi

Pagina 94

Il romanzo della bambola

vocina sottile, sottile, così sottile che uno di noi non avrebbe potuto udirla, vera vocina da bambola: - Io mi chiamo Giulia. Un'altra risata fu la

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Il romanzo della bambola

- Oh! - non si potè tenere di non dire la Giulia - se io avessi ancòra qualcuno che mi volesse bene, ti giuro che non m'importerebbe nè della

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Contessa Lara 18 occorrenze
  • 1896
  • Ulrico Hoepli editore libraio
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Il romanzo della bambola

. - O non Io vedi, sciocca? - le rispose Nannina. - Non vedi che somiglia a quella della figliuola del marchese? Era vero. C'era stato, due anni innanzi

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commozione, tirava anche lei Io spago che dava la favella alla Giulia. Quella notte sognò tante cose bizzarre; tra le altre, che parlava meglio d'un avvocato

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Il romanzo della bambola

fa bene. È vero, mamma, è vero? La madre accennava di sì, col capo. - E io vi porto i suoni - promise il fratello, che era un giovanotto fatto, e che

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, le femmine i maschietti. Un amico della Marietta disse a questa: - Io voglio ballare con la tua bambola. - Con la mia bambola? E perchè non balli con

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, guarda la Giulia! - esclamò a un tratto Camilla, additando la bambola. - Ah! E io che me n'ero scordata! O chi l'ha messa qui? - disse la Marietta

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c'è per terra il tappeto - disse la bambina alla pupattola - tanto io ti porto sempre in braccio. I piedini non te li freddi. - E ripetè con accento

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antica bambagia, Io guardava e gli faceva batter l'ore, come si fa con gli orioli a ripetizione. In pari tempo, sur un teatrino meccanico si eseguiva

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carne e d'ossa, ella le raccontava le sue pene più intime. - Vedi, Giulia, fin da quando ero piccina piccina, ho sempre patito, io. La fame e il freddo no

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domandavano che cosa si sentisse. - Io?... Nulla - rispondeva invariabilmente la bimba, e abbassava il capo, mentre su la tinta cerea delle guance le si

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piccola malata. - Sì, Camilla non è cattiva, non dico; ma, io vorrei non aver figliuoli - disse la signora Amalia, che appunto poco prima aveva finito

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... - Aprite bene la finestra, - fece l'uomo, sempre su lo stesso tono - perchè io non compro la roba senza vederla. La signora Amalia aprì i vetri e

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Il romanzo della bambola

mucchio di calze che t'ho portato da più di quindici giorni. Prima no; non do nulla per nulla, io. La Rachele dovette trovar giusto il patto, perchè non

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tasca. - Io non ho soldi! - cominciò a confessare una di esse. - Io neppure! - aggiunse un'altra. - Mamma non mi dà mai nulla. Non ha soldi per sè

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Il romanzo della bambola

- te l'hanno insegnata o non te l'hanno insegnata, la buona creanza? Or dunque rispondi una buona volta! Non ti voglio mica mangiare, io! A quella

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Il romanzo della bambola

- Il male era, capisci, che quasi tutti i cavalieri, cristiani e pagani, eravamo innamorati d'Angelica. Pensa che vita! Lei mi fuggiva; io dietro a

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usciva fuor delle quinte, tutti tacevano: si sarebbe sentita volare una mosca. Io poi, non faccio per dire, ero proprio il beniamino del pubblico. Mi

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vocina sottile, sottile, così sottile che uno di noi non avrebbe potuto udirla, vera vocina da bambola: - Io mi chiamo Giulia. Un'altra risata fu la

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- Oh! - non si potè tenere di non dire la Giulia - se io avessi ancòra qualcuno che mi volesse bene, ti giuro che non m'importerebbe nè della

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